Vitamina D: quando è fondamentale

La somministrazione di vitamina D è fondamentale durante tutto il primo anno di vita dei nostri cuccioli.  Serve a gettare solide basi nella crescita dello scheletro. Non solo, grazie alle ultime ricerche scientifiche sappiamo che questa vitamina è importante anche per il funzionamento del sistema immunitario. Permette lo sviluppo adeguato della muscolatura. Ha un’azione neuro protettiva.

Che cos’è la vitamina D

Quando si parla di  questa vitamina ci si riferisce ad un gruppo di vitamine liposolubili. Cioè di sostanze che non si sciolgono nell’acqua. Le forme principali che costituiscono questo gruppo vitaminico sono la vitamina D2 (ergocalciferolo) e la vitamina D3 (colecalciferolo). Il colecalciferolo (D3) è sintetizzato nella cute. Mentre l’ergocalciferolo (D2) viene introdotto con i cibiFanno la stessa attività, per cui viene spesso usato il termine vitamina D per indicare entrambe le forme. 

La maggior parte della vitamina D viene prodotta nella pelle. Quando il colesterolo presente nella cute viene colpito dai raggi ultravioletti da origine al colecalciferolo (vitamina D3). Solo i raggi UV di lunghezza d’onda tra 290 e 315 nm svolgono questa funzione. Alle latitudini dell’Italia, tali condizioni si verificano in primavera ed estate tra le ore 10 e le 15 “solari” (non “legali”). L’efficacia della esposizione è minore se il cielo è nuvoloso o se la cute è fortemente pigmentata. Il vetro blocca i raggi UV e allo stesso modo l’impiego di filtri solari altamente protettivi (fattore di protezione 15).

L’assorbimento della vitamina D2 segue gli analoghi processi cui le altre vitamine liposolubili sono sottoposte. Essa, infatti, viene inglobata in micelle (piccole sferette) formate da lipidi. Grazie a queste viene assorbita dall’intestino e sotto forma di chilomicroni i quali entrano nella circolazione linfatica. L’alimentazione può fornire fino al 10-20 % del fabbisogno di vitamina D.

Il viaggio della vitamina D

Sia la vitamina formata nella pelle sia quella assorbita dall’intestino, viene depositata nel tessuto adiposo oppure nel fegato. Qui subisce una prima trasformazione.  Diventa 25-idrossicolecalciferolo, (25-OH-D, calcidiolo o calcifediolo). Il quale passa nel sangue e si lega ad una proteina trasportatrice specifica (vitamin D binding protein, DBP). Arrivata nel rene, subisce una nuova trasformazione (vedi immagine).  Diventa  1,25-diidrossicolecalciferolo (1,25-OH2-D) o calcitriolo.  Questa è la forma attiva della vitamina che esplica le sue funzioni biologiche ricordate in precedenza. Passa di nuovo nel sangue dove ci resta solo poche ore.

Quando serve

Nel primo anno di vita i lattanti vengono poco esposti alla luce del sole. Il loro livello di vitamina D dipende da quello materno e il latte materno contiene quantità di vitamina D insufficienti.

Tutti i lattanti fino a 1 anno di età dovrebbero ricevere una supplementazione orale di 400 UI/die di vitamina D. 800 UI/die per i prematuri. Tale somministrazione va fatta sotto la supervisione del pediatra di fiducia. Deve essere avviata nei primi giorni di vita e portata avanti per tutto il primo anno indipendentemente dall’alimentazione. I lattanti prematuri e i lattanti/bambini di pelle nera potrebbero avere bisogno di integrazioni maggiori. Sempre decise con il vostro pediatra di fiducia.

I bambini e gli adolescenti sani dovrebbero essere incoraggiati a seguire uno stile di vita sano caratterizzato da una alimentazione equilibrata con alimenti contenenti vitamina D. Che preveda attività all’aria aperta con un’adeguata esposizione solare. Che si in grado di prevenire condizioni di sovrappeso od obesità, nelle quali il fabbisogno di vitamina D aumenta.

Ricordiamo che questa vitamina è liposolubile. Viene quindi accumulata nel tessuto adiposo (nel grasso).  Bambini e adolescenti obesi hanno una concentrazione sierica di vitamina D, inferiore rispetto ai soggetti con peso normale. Probabilmente a causa della sequestro della vitamina da parte del tessuto adiposo in eccesso. Sono quindi a rischio di carenza di vitamina D. 

Bambini ed adolescenti a rischio di carenza

Sono a rischio di una carenza di vitamina D i bambini e gli adolescenti (ma anche gli adulti) che non sono esposti in maniera sufficiente al sole. Quelli che per vari motivi stanno troppo chiusi in casa. Soprattutto in età adolescenziale in cui vi è un  aumento molto rapido della crescita.

Tutti quelli in sovrappeso od obesiI bambini ed adolescenti da malattie croniche. Soprattutto intestinali come la celiachia.

Tutti i bambini o adolescenti che fanno uso di farmaci antiepilettici (fenitoina e carbamazepina) o glucocorticoidi assunti per bocca.

Il rachitismo

Il rachitismo è un esempio di una grave deficienza di vitamina D. Lo stato di carenza avviene mesi prima della comparsa del rachitismo. Pensare che il rachitismo sia una malattia scomparsa sarebbe un errore. Il rachitismo dovuto a un inadeguato apporto di vitamina D o a una ridotta esposizione alla luce del sole continua a essere presente in Italia. I sintomi, che si manifestano dopo un lungo periodo di carenza sono molto evidenti (vedi immagine).

I principali sono:


  • incurvamento ossa lunghe
  • gambe arcuate
  • malformazioni delle giunture o delle ossa
  • fratture
  • lento sviluppo dei denti
  • debolezza muscolare

Cosa abbiamo imparato

La vitamina D è fondamentale nel primo anno di vita. In questo periodo va somministrata regolarmente. Nelle età successive vi sono gruppi a rischio che devono essere monitorati con attenzione.Un’adeguata esposizione solare è l’elemento più importante per evitare una carenza di vitamina D. Se i nostri bambini giocano all’aria aperta soprattutto in primavera e durante l’estate possiamo stare tranquilli. Non avranno particolari problemi. 

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