Tutte le donne possono allattare. Per un neonato attaccarsi al seno è un istinto innato. Per una mamma, invece, soprattutto se al primo figlio, l’allattamento è un atto da imparare. Va insegnato alla mamma la tecnica adeguata. Va poi istruita suoi piccoli problemi che potrebbe incontrare nell’allattamento al seno. E su come superarli.
Occuparsi di un bambino molto piccolo è un lavoro che impegna ventiquattro ore al giorno. Per sette giorni alla settimana. E’ importante che la mamma che allatta non sia lasciata sola.
L’incoraggiamento e il sostegno del proprio compagno è fondamentale. Mamma e papà hanno compiti diversi ma complementari. Ciascuno contribuisce con il proprio ruolo all’armonico sviluppo del figlio. Un papà affettuoso che condivide gli impegni e le difficoltà può permettere alla mamma di dedicarsi serenamente all’allattamento. Favorendo contemporaneamente un legame di collaborazione che rafforza l’intesa di coppia e la relazione padre-figlio.
Gli argomenti del post
Posizioni per l’allattamento e come attaccarlo al seno
Le posizioni che si adottano e il modo in cui il piccolo si attacca al seno sono fondamentali per garantire il successo dell’allattamento. La posizione deve essere comoda per mamma e bambino. L’allattamento può essere rilassante e tranquillizzante per le neo mamme. Ciò risulta vero in particolare se viene costruito un’area per l’allattamento. Un luogo confortevole, libero da stress, nella vostra casa che vi lasci concentrate al 100% sul vostro bambino. Per prima cosa, trovare una sedia o una poltrona comoda. Molte mamme dicono che una sedie a dondolo funziona particolarmente bene. Il movimento è rilassante e può aiutare a calmare le coliche dei piccoli. Ci deve essere un tavolino o un ripiano su cui potete tenere tutto quello che vi potrebbe servire durante l’allattamento, senza bisogno di interromperlo. Una tazza di tisana, libri, giornali e parole crociate. Molte mamme amano ascoltare musica o audiolibri mentre allattano. L’allattamento può essere un buon momento per recuperare le occasioni di lettura che avete perso. Non dimenticatevi il telefono o il cellulare e i fazzolettini.
Prima della poppata
Prima di iniziare ad allattare, lavatevi bene le mani con acqua e sapone, poi solo con acqua lavate i capezzoli che asciugherete delicatamente. Non usate saponi profumati, profumi, deodoranti, è importante che il neonato, soprattutto nei primi mesi, possa riconoscere l’odore della mamma.
Attaccare il bambino correttamente
Molti problemi che insorgono durante l’allattamento dipendono da un errato modo di attaccare il bambino al seno.
Avvicinate la guancia del piccolo al seno in modo che per istinto cerchi il capezzolo. Tenete tra pollice e indice l’areola e il capezzolo: il bambino così si attaccherà facilmente afferrandoli insieme. Per evitare le ragadi è importantissimo che il bambino si attacchi afferrando contemporaneamente capezzolo e areola. Se volete sostenere la vostra mammella ricordate di non mettere le dita a forbice intono al capezzolo, ma semplicemente di mettere l’intera mano al di sotto del seno. Questo per permettere al latte di scorrere al meglio al di fuori delle ghiandole mammarie. Eviterete che il peso della mammella faccia sfuggire di bocca la presa del capezzolo.
![]()
Accertatevi di come si è attaccato. Deve avere la bocca ben aperta, buona parte dell’areola deve essere visibile al di sopra del labbro superiore ma non sotto quello inferiore. Il labbro inferiore deve essere rivolto all’infuori. Il suo mento deve essere aderente al seno. Se attaccandolo avvertite dolore, interrompete la suzione. Ricordatevi che se la presa è corretta l’allattamento al seno non dovrebbe causare dolore.
Anche se alcuni bambini si attaccano più volentieri a una mammella rispetto a un’altra, per mantenere un buon apporto di latte da entrambe alternate ad ogni poppata la mammella da offrire.
Attaccate il bimbo alla prima mammella e lasciatelo succhiare a volontà. Quando si stacca da solo offrite l’altra mammella. Se non si attacca più significa che è sazio. La poppata successiva partirete dalla mammella che avrete offerto per ultima.
Se dovete interrompere la suzione, per staccare il bambino dal capezzolo inserite il mignolo all’angolo della bocca, appena la apre potete staccarlo. Non è necessario che il bambino faccia il “ruttino”. State però in ascolto, alcuni bambini lo pretendono, altri ne fanno ameno.
La posizione a culla o seduta
È la posizione più comune. Sedetevi su una sedia o poltrona che vi consenta di allungare la schiena mantenendola diritta. Di appoggiare bene i piedi a terra. Il braccio della mamma che sostiene la testa del bimbo va sempre appoggiato su un bracciolo o su dei cuscini. Sostenete il piccolo in modo che la testa sia nella piega del vostro gomito e il suo viso di fronte al seno. Assicuratevi che il corpo del piccolo sia contro il vostro “pancia a pancia”. Non inchinatevi per porgere il seno ma avvicinate a voi il bimbo.
Posizione seduta con cuscinone. Per sostenere meglio il bambino potete utilizzare un cuscinone fatto apposta per la gravidanza e l’allattamento.


La posizione a rugby
Questa posizione è così chiamata perché il corpo del bambino viene tenuto al seno come un pallone di rugby. Particolarmente indicata per le mamme che soffrono di ingorgo mammario, a chi trova difficoltà ad attaccare il bambino, oppure per allattare due gemelli contemporaneamente. Necessita del supporto di un cuscino per essere utilizzata.

La posizione distesa, sdraiata a letto
Questa posizione è utile quando siete stanche o volete allattare a letto. Senza doversi alzare la notte. Mettetevi sul fianco con il bambino girato verso di voi. Anche lui sul fianco e con il viso rivolto verso il vostro seno. Alcuni bambini, soprattutto quando crescono, la trovano più comoda. Ve ne sono due versioni.
Posizione sdraiata o distesa: permette di alleviare la fatica a braccia e schiena, il peso del bambino è sostenuto dal materasso.
![]()
Posizione sdraiata o distesa con bambino in braccio: anche in questo caso la schiena è distesa, ma il braccio è sotto sforzo, è possibile ovviare al problema utilizzando un cuscino del letto o il cuscinone per gravidanza e allattamento.
![]()
Dopo la poppata
Dopo la poppata lavate il seno con acqua senza sapone, asciugatelo bene (anche con l’asciugacapelli). Poi copritelo con coppette assorbenti (non quelle con la protezione impermeabile) che cambierete spesso, se umide. Indossate reggi seni comodi e lasciate, quando potete, il seno libero all’aria.
Possibili problemi durante l’allattamento
Come anticipato prima i vari problemi che possono rendere difficile l’allattamento al seno sono legati ad un attacamento o ad una posizione sbagliata.
Capezzolo piatto o rientrante
Il capezzolo piatto o rientrante può rappresentare una difficoltà ma non compromette la possibilità di allattare. Infatti il piccolo deve attaccarsi all’areola mammaria e non al capezzolo la cui forma, quindi, non è determinante. Prestate attenzione alla modalità con cui attaccate il bambino al seno. Per favorire la presa dell’areola potete sorreggere il seno dal basso con la mano aperta a C. Non comprimete l’areola con le dita aperte a forbice.
Se la presa è particolarmente dolorosa e difficile potete utilizzare alcuni dispositivi, in vendita in farmacia o nei negozi specializzati. Questi possono aiutarvi prima della poppata a far uscire maggiormente il capezzolo. Oppure durante la poppata potete applicare il paracapezzolo sul capezzolo ed allattare senza dolore. Se il problema non si risolve può essere una soluzione, se il pediatra lo consiglia, spremere il latte dal seno e somministrarlo poi al piccolo con il biberon.
Ragadi
Le ragadi sono piccole ferite che segnano la superficie dei capezzoli. Sono dovute a una suzione scorretta. Per la mamma la poppata è molto dolorosa. L’intervento più importante è correggere il modo in cui il piccolo si attacca al seno. Evitate di lavare frequentemente il seno con saponi. Allattate prima dal seno meno dolente, in questo modo il latte diventa prontamente più disponibile anche nell’altro. Tra una poppata e l’altra, se possibile, esponete i seni all’aria o brevemente al sole. Eventualmente utilizzate per qualche minuto un asciugacapelli.
Subito dopo la poppata applicate sull’areola per 10-15 minuti un impacco con garza o coppetta assorbente imbevuta con soluzione a temperatura ambiente di amuchina al 2%. Cioè 20 cc di amuchina pari a 2 tappi in un litro d’acqua. Appena terminato l’impacco abbiate cura di risciacquare bene con acqua il seno. Le ragadi possono sanguinare, quindi è possibile che il piccolo rigurgiti latte con tracce di sangue. Non allarmatevi, continuate ad allattare ma parlatene con il pediatra.
Ingorgo mammario
Può capitare che il seno diventi duro e dolente, l’areola è gonfia e tesa. Il bimbo non riesce ad afferrare bene il seno e a svuotarlo completamente. L’afflusso eccessivo di latte blocca la secrezione e ingorga le mammelle. Le cause possono essere varie. Una eccessiva produzione di latte. Pasti poco frequenti. Un reggiseno troppo stretto. Un insufficiente svuotamento.
Fate poppate frequenti, cambiando la posizione. Attaccate il piccolo prima al seno dolente. Applicate impacchi caldi sull’areola, soprattutto prima della poppata, per facilitare la fuoriuscita del latte. Favorite lo svuotamento del seno tra una poppata e l’altra con una “spremitura” manuale o con un tiralatte. Il latte spremuto non va eliminato, ma può essere conservato per essere riproposto in caso di necessità, ad esempio in assenza della mamma.
La mastite
L’ingorgo, se non si risolve, può evolvere in mastite. La mamma avverte che il seno interessato è particolarmente duro, dolente con una chiazza rossa e calda. Compare malessere generale e febbre. Può essere necessario un antibiotico. Il medico vi consiglierà il farmaco adatto da assumere durante l’allattamento.